Cenacolo e Chiesa di Sant'Apollonia

Cenacolo e Chiesa di Sant'Apollonia

Via San Gallo, 29. (Apri Mappa)

Descrizione

Il Cenacolo di Sant'Apollonia è un piccolo museo di Firenze, vicino a San Marco, nell'antico refettorio di un monastero benedettino di clausura. Ha un'opera sola, ma grande: l'Ultima Cena di Andrea del Castagno, dipinta probabilmente nel 1447, che occupa un'intera parete.

Per quattro secoli quasi nessuno la vide. Il refettorio era di monache di clausura, e le antiche guide di Firenze, Vasari compreso, non ne parlano. Riapparve solo nell'Ottocento, con la soppressione del convento. All'inizio fu attribuita a Paolo Uccello, poi gli studiosi riconobbero la mano di Andrea.

La scena si svolge in una stanza all'antica senza la parete davanti, come una scatola aperta, con la prospettiva che la fa sembrare un'estensione della sala vera. Gli apostoli siedono in fila; Giuda è solo, dall'altro lato del tavolo, e il suo profilo barbuto ricorda un satiro, cioè il diavolo.

Dietro Cristo, un pannello di marmo screziato, simile ad agata, porta lo sguardo proprio su Gesù, Pietro e Giuda. E c'è perfino un errore: a contarne i riquadri, le pareti laterali dovrebbero essere lunghe la metà.

Sopra la Cena stanno Resurrezione, Crocifissione e Deposizione, staccate nel 1953 per l'umidità. Sotto c'erano i disegni preparatori, le sinopie, ora esposte sulla parete opposta: un modo per vedere come lavorava il pittore prima di dipingere.

Andrea la dipinse quando la badessa Cecilia Donati stava ingrandendo il monastero benedettino, fondato nel 1339. Il resto del convento, con la chiesa sconsacrata, è in gran parte dell'Università.

Il museo conserva anche altre opere dal monastero e dall'ospedale di Santa Maria Nuova, tra cui tracce di affreschi e sinopie di Domenico Veneziano, e un Cristo in pietà sorretto da due angeli dello stesso Andrea.

Nell'Ultima Cena, accanto a Cristo, un san Giovanni dorme: è un elemento tradizionale dell'iconografia, presente anche nel cenacolo di Santa Croce di Taddeo Gaddi. La scatola prospettica, invece, ha un precedente nel cenacolo di Santo Spirito di Orcagna, del 1360-65 circa.