Descrizione
La chiesa di Ognissanti si affaccia sull'omonima piazza, a Firenze, vicino all'Arno. Nata nel Duecento con gli Umiliati, è la chiesa dei Vespucci e custodisce opere di Botticelli, Ghirlandaio e Giotto, nomi che bastano a farla entrare in un itinerario.
Il suo capolavoro è il Sant'Agostino di Botticelli. Nel libro aperto, il pittore nascose queste parole: «Dov'è fra Martino? È scappato. E dov'è andato? È fuor dalla Porta al Prato.» Forse per prendere in giro un frate che entrava e usciva troppo spesso.
Qui riposa anche Botticelli: i suoi ammiratori gli lasciano biglietti in un cestino accanto alla tomba. Nella stessa chiesa fu sepolta la bella Simonetta Vespucci, ritenuta la sua musa.
Ognissanti era la chiesa dei Vespucci. In un affresco del giovane Ghirlandaio la famiglia è inginocchiata sotto il manto della Madonna, e il ragazzo accanto a lei sarebbe Amerigo, il navigatore che diede il nome all'America.
Da non perdere anche la grande Croce dipinta di Giotto e, nel refettorio, l'Ultima Cena del Ghirlandaio. All'inizio del Trecento la chiesa era così ricca da chiamare Giotto, che intorno al 1310 vi mise sull'altare maggiore la Maestà, oggi agli Uffizi.
L'interno è una sola navata lunga 95 metri, con un transetto profondo e altari ai lati sotto edicole di pietra serena. È tra le poche grandi chiese di Firenze, con la Santissima Annunziata, a non aver avuto un restauro «in stile» nell'Ottocento.
La facciata è seicentesca, di Matteo Nigetti, rifatta in travertino nel 1872. Il chiostro grande ha cicli di affreschi di Jacopo Ligozzi con le storie di san Francesco, dipinti ai primi del Seicento.
Tutto era cominciato con gli Umiliati, arrivati a Firenze nel 1239. Erano religiosi che lavoravano la lana, e la zona, con l'isoletta e i canali dell'Arno, era perfetta per mulini e gualchiere. La chiesa fu iniziata nel 1251.
Il suo capolavoro è il Sant'Agostino di Botticelli. Nel libro aperto, il pittore nascose queste parole: «Dov'è fra Martino? È scappato. E dov'è andato? È fuor dalla Porta al Prato.» Forse per prendere in giro un frate che entrava e usciva troppo spesso.
Qui riposa anche Botticelli: i suoi ammiratori gli lasciano biglietti in un cestino accanto alla tomba. Nella stessa chiesa fu sepolta la bella Simonetta Vespucci, ritenuta la sua musa.
Ognissanti era la chiesa dei Vespucci. In un affresco del giovane Ghirlandaio la famiglia è inginocchiata sotto il manto della Madonna, e il ragazzo accanto a lei sarebbe Amerigo, il navigatore che diede il nome all'America.
Da non perdere anche la grande Croce dipinta di Giotto e, nel refettorio, l'Ultima Cena del Ghirlandaio. All'inizio del Trecento la chiesa era così ricca da chiamare Giotto, che intorno al 1310 vi mise sull'altare maggiore la Maestà, oggi agli Uffizi.
L'interno è una sola navata lunga 95 metri, con un transetto profondo e altari ai lati sotto edicole di pietra serena. È tra le poche grandi chiese di Firenze, con la Santissima Annunziata, a non aver avuto un restauro «in stile» nell'Ottocento.
La facciata è seicentesca, di Matteo Nigetti, rifatta in travertino nel 1872. Il chiostro grande ha cicli di affreschi di Jacopo Ligozzi con le storie di san Francesco, dipinti ai primi del Seicento.
Tutto era cominciato con gli Umiliati, arrivati a Firenze nel 1239. Erano religiosi che lavoravano la lana, e la zona, con l'isoletta e i canali dell'Arno, era perfetta per mulini e gualchiere. La chiesa fu iniziata nel 1251.