Descrizione
La chiesa di Sant'Ambrogio sta nella piazza omonima, nella parte orientale del centro di Firenze, a nord di Santa Croce. Fuori è disadorna, ma dentro è una delle chiese più ricche di storia e di atmosfera della città.
Ci si va per un miracolo, un affresco e le tombe di grandi artisti. L'interno è una lunga aula a navata unica, con il soffitto a capriate e gli altari incorniciati da archi di pietra serena.
A sinistra dell'altare maggiore si apre la Cappella del Miracolo. Qui Mino da Fiesole scolpì un tabernacolo di marmo, tra il 1481 e il 1483: nella predella c'è il prete Uguccione che affida alla badessa la reliquia del sangue miracoloso.
Sulla parete, l'affresco di Cosimo Rosselli racconta una processione del 1340 con quella reliquia. È ambientato nella piazzetta davanti alla chiesa, disegnata com'era allora, e a sinistra c'è l'autoritratto del pittore tra i fiorentini del suo tempo.
Accanto alla cappella è esposta la sinopia, il disegno preparatorio di quell'affresco. Vale un'occhiata: alcune figure sono disegnate senza vesti, per fissare i volumi che i panneggi avrebbero poi coperto.
Lungo la navata, tra il secondo e il terzo altare di sinistra, c'è il San Sebastiano di legno di Leonardo del Tasso. Qua e là riaffiorano affreschi del Trecento, ritrovati dopo l'alluvione del 1966 dietro gli archi di pietra.
Tra Quattro e Cinquecento qui vollero essere sepolti diversi artisti: Andrea del Verrocchio, il Cronaca, Francesco Granacci, i Del Tasso e Mino da Fiesole, che chiese e ottenne la tomba davanti al suo tabernacolo.
Tutto cominciò il 30 dicembre 1230. Un vecchio prete, Uguccione, trovò gocce di sangue raggrumato nel calice della messa del giorno prima, che la sera non aveva pulito a dovere. Il vescovo tenne l'ampolla con sé per un anno prima di convincersi.
La chiesa era già antica: è ricordata nel 988, dove secondo la tradizione nel 393 era stato ospitato sant'Ambrogio, il vescovo di Milano. I suoi capolavori più preziosi, di Masaccio e Masolino, Filippo Lippi e Botticelli, oggi sono agli Uffizi.
Da non perdere
• La Cappella del Miracolo.
• Il tabernacolo di Mino da Fiesole.
• L'affresco di Cosimo Rosselli.
• Il San Sebastiano di Leonardo del Tasso.
Lo sapevi?
• Il miracolo di Sant'Ambrogio precede di una trentina d'anni quello, più celebre, di Bolsena.
• Nel 1595 un incendio risparmiò le ostie consacrate: l'acqua usata per spegnerlo le trasformò in una specie di ciambellina, conservata accanto al sangue.
• Un tabernacolo di Giovanni della Robbia, su un lato della piazza, mostra sant'Ambrogio che benedice i passanti.
Ci si va per un miracolo, un affresco e le tombe di grandi artisti. L'interno è una lunga aula a navata unica, con il soffitto a capriate e gli altari incorniciati da archi di pietra serena.
A sinistra dell'altare maggiore si apre la Cappella del Miracolo. Qui Mino da Fiesole scolpì un tabernacolo di marmo, tra il 1481 e il 1483: nella predella c'è il prete Uguccione che affida alla badessa la reliquia del sangue miracoloso.
Sulla parete, l'affresco di Cosimo Rosselli racconta una processione del 1340 con quella reliquia. È ambientato nella piazzetta davanti alla chiesa, disegnata com'era allora, e a sinistra c'è l'autoritratto del pittore tra i fiorentini del suo tempo.
Accanto alla cappella è esposta la sinopia, il disegno preparatorio di quell'affresco. Vale un'occhiata: alcune figure sono disegnate senza vesti, per fissare i volumi che i panneggi avrebbero poi coperto.
Lungo la navata, tra il secondo e il terzo altare di sinistra, c'è il San Sebastiano di legno di Leonardo del Tasso. Qua e là riaffiorano affreschi del Trecento, ritrovati dopo l'alluvione del 1966 dietro gli archi di pietra.
Tra Quattro e Cinquecento qui vollero essere sepolti diversi artisti: Andrea del Verrocchio, il Cronaca, Francesco Granacci, i Del Tasso e Mino da Fiesole, che chiese e ottenne la tomba davanti al suo tabernacolo.
Tutto cominciò il 30 dicembre 1230. Un vecchio prete, Uguccione, trovò gocce di sangue raggrumato nel calice della messa del giorno prima, che la sera non aveva pulito a dovere. Il vescovo tenne l'ampolla con sé per un anno prima di convincersi.
La chiesa era già antica: è ricordata nel 988, dove secondo la tradizione nel 393 era stato ospitato sant'Ambrogio, il vescovo di Milano. I suoi capolavori più preziosi, di Masaccio e Masolino, Filippo Lippi e Botticelli, oggi sono agli Uffizi.
Da non perdere
• La Cappella del Miracolo.
• Il tabernacolo di Mino da Fiesole.
• L'affresco di Cosimo Rosselli.
• Il San Sebastiano di Leonardo del Tasso.
Lo sapevi?
• Il miracolo di Sant'Ambrogio precede di una trentina d'anni quello, più celebre, di Bolsena.
• Nel 1595 un incendio risparmiò le ostie consacrate: l'acqua usata per spegnerlo le trasformò in una specie di ciambellina, conservata accanto al sangue.
• Un tabernacolo di Giovanni della Robbia, su un lato della piazza, mostra sant'Ambrogio che benedice i passanti.