Descrizione
La chiesa di Santa Maria Maddalena de' Pazzi, in Borgo Pinti, è un complesso rinascimentale e barocco nascosto dietro una facciata sobria. Ha un portico elegante di Giuliano da Sangallo, una cappella maggiore barocca scintillante di marmi e, nell'ex convento, una Crocifissione del Perugino.
Nel 1887 una ragazzina francese arrivò a Firenze con i genitori per pregare sulla tomba della santa. Era Teresa di Lisieux, troppo giovane per entrare in convento, in viaggio verso Roma per chiedere una dispensa al papa. Una lapide e una statua la ricordano.
La tomba era di Maria Maddalena de' Pazzi, una carmelitana mistica morta nel 1607. Le sue consorelle si erano trasferite qui nel 1629, portando con sé le spoglie. La storia del luogo era però cominciata molto prima, nel Duecento, con una casa per donne «pentite», che forse diede il nome a Borgo Pinti.
Il portico di Sangallo precede la chiesa, con colonne ioniche e capitelli copiati da uno antico trovato a Fiesole. Ricorda gli arconi di Brunelleschi nella vicina Cappella Pazzi, e fu completato su un lato solo dopo l'alluvione del 1966, con l'aiuto dei francesi.
Dentro, la chiesa è a navata unica, bianca, con sei cappelle per lato e le linee in pietra serena di gusto brunelleschiano. Da non perdere la cappella maggiore, costruita dal 1677 al 1685 come un mausoleo per le reliquie della santa: marmi policromi, bronzi, dorature, statue e affreschi, quasi un teatro del barocco fiorentino.
Nella cupola, Pier Dandini dipinse un cielo illusionistico con la santa e tutti i santi fiorentini.
Nella sala capitolare dell'ex convento c'è la Crocifissione del Perugino, del 1494-1496: Cristo in croce adorato dalla Maddalena penitente, in un paesaggio umbro sospeso e silenzioso. Si visita entrando dal liceo Michelangiolo, in certi giorni.
Un tempo la chiesa era piena di pale di Botticelli, Perugino e Ghirlandaio, poi disperse: la Visitazione del Ghirlandaio finì al Louvre con le spoliazioni napoleoniche. Dopo la canonizzazione della santa, nel 1669, arrivò il barocco con gli affreschi della volta e le storie della sua vita.
Nel 1887 una ragazzina francese arrivò a Firenze con i genitori per pregare sulla tomba della santa. Era Teresa di Lisieux, troppo giovane per entrare in convento, in viaggio verso Roma per chiedere una dispensa al papa. Una lapide e una statua la ricordano.
La tomba era di Maria Maddalena de' Pazzi, una carmelitana mistica morta nel 1607. Le sue consorelle si erano trasferite qui nel 1629, portando con sé le spoglie. La storia del luogo era però cominciata molto prima, nel Duecento, con una casa per donne «pentite», che forse diede il nome a Borgo Pinti.
Il portico di Sangallo precede la chiesa, con colonne ioniche e capitelli copiati da uno antico trovato a Fiesole. Ricorda gli arconi di Brunelleschi nella vicina Cappella Pazzi, e fu completato su un lato solo dopo l'alluvione del 1966, con l'aiuto dei francesi.
Dentro, la chiesa è a navata unica, bianca, con sei cappelle per lato e le linee in pietra serena di gusto brunelleschiano. Da non perdere la cappella maggiore, costruita dal 1677 al 1685 come un mausoleo per le reliquie della santa: marmi policromi, bronzi, dorature, statue e affreschi, quasi un teatro del barocco fiorentino.
Nella cupola, Pier Dandini dipinse un cielo illusionistico con la santa e tutti i santi fiorentini.
Nella sala capitolare dell'ex convento c'è la Crocifissione del Perugino, del 1494-1496: Cristo in croce adorato dalla Maddalena penitente, in un paesaggio umbro sospeso e silenzioso. Si visita entrando dal liceo Michelangiolo, in certi giorni.
Un tempo la chiesa era piena di pale di Botticelli, Perugino e Ghirlandaio, poi disperse: la Visitazione del Ghirlandaio finì al Louvre con le spoliazioni napoleoniche. Dopo la canonizzazione della santa, nel 1669, arrivò il barocco con gli affreschi della volta e le storie della sua vita.