Galleria Palatina - Palazzo Pitti

Galleria Palatina - Palazzo Pitti

Piazza dei Pitti 27. (Apri Mappa)

Descrizione

La Galleria Palatina è il museo di pittura di Palazzo Pitti, a Firenze, al di là dell'Arno: ventotto sale al piano nobile con i quadri appesi dal pavimento al soffitto, uno accanto all'altro, in cornici dorate. È la «quadreria» dei granduchi di Toscana, rimasta quasi com'era.

Nessuno ha ordinato i dipinti per epoca o per scuola, ed è voluto: sono appesi su più file in schemi simmetrici, scelti per l'effetto decorativo e pensati per stupire. Il gusto è quello del tardo Rinascimento e del Barocco, con tele soprattutto del Cinque e del Seicento.

Il cuore è nella Sala di Saturno, con il più consistente nucleo di opere di Raffaello: dalla Madonna del Granduca alla famosissima Madonna della Seggiola, una scena di famiglia monumentale e dolce insieme. Poi c'è Tiziano, con il Concerto, La Bella e il Ritratto di Pietro Aretino nella Sala di Venere.

Nella Sala di Giove compare la Velata di Raffaello, ideale di bellezza femminile e forse ritratto della Fornarina, sua amante, accanto alle Tre età dell'uomo di Giorgione, uno dei rarissimi quadri del maestro. Nella Sala dell'educazione di Giove sta l'Amorino dormiente di Caravaggio.

Anche le volte sono da guardare: nelle prime sale le affrescò Pietro da Cortona. I miti antichi raccontano, in codice, la vita e l'educazione del principe e celebrano i Medici. Nella Sala della Stufa, che fu il bagno del granduca, dipinse anche le pareti.

Il fondo di base conta circa 500 dipinti, più di quelli degli Uffizi, e vennero da più strade. Gran parte con le raccolte di Vittoria della Rovere, ultima erede dei duchi di Urbino. Nel 1743 Anna Maria Luisa de' Medici lasciò tutto alla città, perché nulla andasse disperso. La galleria si aprì al pubblico nel 1833.

I dipinti sacri, nati per gli altari, passavano spesso dalle chiese al palazzo in cambio di copie. Per farli combaciare con le pareti, a volte li tagliavano o li allungavano. Napoleone ne portò una parte al Louvre: Canova riuscì a riavere la Seggiola e altri Raffaello, ma qualche tela si perse per strada.

Da non perdere
• La Madonna della Seggiola.
• La Velata.
• L'Amorino dormiente.
• La Maddalena penitente di Tiziano.

Lo sapevi?
• La Venere italica di Canova fu un risarcimento per la Venere Medici, portata al Louvre da Napoleone.
• Nel 1860 i Savoia fecero ritoccare l'affresco della Sala della Musica: l'Austria diventò l'Italia, con la corona sabauda.