Descrizione
Il Giardino Torrigiani è un grande giardino romantico privato nel centro di Firenze, tra via de' Serragli e le mura, di circa dieci ettari: dopo Boboli, il più esteso della città. Non è un semplice parco: è un percorso simbolico dal giorno alla notte, e poi alla rinascita, pieno di allusioni all'Arcadia e alla massoneria.
Lo volle all'inizio dell'Ottocento il marchese Pietro Torrigiani, appassionato di piante rare, che comprò terreni fino alle mura arrivando a dieci ettari. Il progetto fu di Luigi de Cambray Digny, poi di Gaetano Baccani, e il percorso era così complesso che nel 1824 servì una guida stampata per visitarlo.
Il giardino fu aperto al pubblico nel 1824, e all'ingresso su via de' Serragli una statua di Osiride, dio legato all'agricoltura, ai defunti e alla resurrezione, sorregge ancora le tavole con le regole per i visitatori. Mani scolpite su colonne indicavano il cammino.
La parte del «giorno» si apre su un grande prato con il gruppo di Pio Fedi che raffigura Seneca e il giovane Pietro Torrigiani. Poco lontano c'era la grotta di Merlino, a ricordare la forza interiore dell'uomo, e il gymnasium, un tempietto arcadico dove ci si cambiava dopo i giochi.
La «notte» comincia in un boschetto su una collinetta artificiale, con il romitorio, e continua nell'ossario, una grotticina preceduta da erme in stile egizio. Più in là, sotto una collinetta, un vano simboleggiava un forno crematorio: da lì le «ceneri» salivano, attraverso la torre, a uno stato di conoscenza più alto.
Il torrino neogotico di Baccani, del 1824, richiama lo stemma di famiglia, una torre con tre stelle. I suoi tre livelli alludono ai gradi dell'iniziazione massonica: dalla base quadrata si passa a un piano ottagonale e a una cima cilindrica, dove il cerchio simboleggia la perfezione della conoscenza. Serviva anche da osservatorio, con biblioteca e strumenti astronomici.
Il giardino è privato: se capita di entrarci, non perdere la statua di Osiride all'ingresso, con le regole del 1824. Accanto c'è un vivaio con serre ottocentesche. Qui, grazie a Pietro Torrigiani, nacque anche il Florence Football Club, la società calcistica più antica di Firenze.
Lo volle all'inizio dell'Ottocento il marchese Pietro Torrigiani, appassionato di piante rare, che comprò terreni fino alle mura arrivando a dieci ettari. Il progetto fu di Luigi de Cambray Digny, poi di Gaetano Baccani, e il percorso era così complesso che nel 1824 servì una guida stampata per visitarlo.
Il giardino fu aperto al pubblico nel 1824, e all'ingresso su via de' Serragli una statua di Osiride, dio legato all'agricoltura, ai defunti e alla resurrezione, sorregge ancora le tavole con le regole per i visitatori. Mani scolpite su colonne indicavano il cammino.
La parte del «giorno» si apre su un grande prato con il gruppo di Pio Fedi che raffigura Seneca e il giovane Pietro Torrigiani. Poco lontano c'era la grotta di Merlino, a ricordare la forza interiore dell'uomo, e il gymnasium, un tempietto arcadico dove ci si cambiava dopo i giochi.
La «notte» comincia in un boschetto su una collinetta artificiale, con il romitorio, e continua nell'ossario, una grotticina preceduta da erme in stile egizio. Più in là, sotto una collinetta, un vano simboleggiava un forno crematorio: da lì le «ceneri» salivano, attraverso la torre, a uno stato di conoscenza più alto.
Il torrino neogotico di Baccani, del 1824, richiama lo stemma di famiglia, una torre con tre stelle. I suoi tre livelli alludono ai gradi dell'iniziazione massonica: dalla base quadrata si passa a un piano ottagonale e a una cima cilindrica, dove il cerchio simboleggia la perfezione della conoscenza. Serviva anche da osservatorio, con biblioteca e strumenti astronomici.
Il giardino è privato: se capita di entrarci, non perdere la statua di Osiride all'ingresso, con le regole del 1824. Accanto c'è un vivaio con serre ottocentesche. Qui, grazie a Pietro Torrigiani, nacque anche il Florence Football Club, la società calcistica più antica di Firenze.