Museo Archeologico Nazionale

Museo Archeologico Nazionale

Piazza della Santissima Annunziata. (Apri Mappa)

Descrizione

Il Museo Archeologico Nazionale di Firenze racconta la Toscana prima del Rinascimento: la civiltà etrusca, con i suoi bronzi e le sue urne, una grande sezione egizia e una raccolta di vasi greci, nel palazzo della Crocetta del Seicento.

Molti, a Firenze, lo trascurano: la città pensa soprattutto al Medioevo e al Rinascimento. Eppure i reperti vengono da scavi in tutta la Toscana, nel Lazio settentrionale e in Umbria.

Il pezzo forte è la Chimera di Arezzo, un bronzo etrusco del IV secolo a.C.: un mostro con corpo di leone, una testa di capra sul dorso e la coda a forma di serpente. Fu trovata in un campo vicino ad Arezzo nel 1553 e Vasari la presentò a Cosimo I.

Vicino alla Chimera c'è l'Arringatore, il nobile etrusco Aule Meteli in toga romana, con il braccio alzato verso la folla. Poi ci sono i sarcofagi e le urne funerarie: quello di Larthia Seianti, ad esempio, con la nobildonna che si sistema il velo.

Al secondo piano c'è la collezione di ceramiche attiche. Il capolavoro è il Vaso François, trovato nel 1844 in una tomba etrusca vicino a Chiusi: un grande cratere del 565 a.C. che racconta i miti greci su sei file di figure.

La sezione egizia, con il carro da guerra in osso e legno del XV secolo a.C., trovato vicino a Tebe, è la seconda d'Italia dopo quella di Torino. Nata da una spedizione del 1828 con Champollion, il decifratore dei geroglifici, ha anche oggetti in legno, tessuto e osso.

In giardino si visitano alcune tombe etrusche ricostruite con i materiali originali, come la Tomba Inghirami di Volterra con le sue urne di alabastro.

Il museo nacque nel 1870 come «Museo etrusco», inaugurato da Vittorio Emanuele II. Dieci anni dopo si trasferì nel palazzo della Crocetta, che Giulio Parigi aveva fatto per la principessa Maria Maddalena de' Medici, sorella di Cosimo II, che aveva gravi disabilità.

Nel 1966 l'alluvione colpì duramente le sale etrusche: per restaurare i reperti ci sono voluti quasi quarant'anni.

Da non perdere
• La Chimera di Arezzo.
• L'Arringatore.
• Il Vaso François.
• Il carro egizio.
• Le tombe etrusche in giardino.

Lo sapevi?
• La coda della Chimera è un restauro del Settecento: in origine serpente e capra avrebbero dovuto voltarsi minacciosi verso chi guarda, non mordersi.
• Una testa di cavallo in bronzo del museo ispirò Donatello per i suoi monumenti equestri.