Museo di Storia Naturale - Sezione di Antropologia e Etnologia

Museo di Storia Naturale - Sezione di Antropologia e Etnologia

Via del Proconsolo 12. (Apri Mappa)

Descrizione

Il Museo di Antropologia ed Etnologia di Firenze è un museo universitario in via del Proconsolo, a due passi dal Duomo, dentro il Palazzo Nonfinito. Conserva circa 25.000 oggetti di popoli di tutto il mondo, distribuiti in 25 sale.

Le collezioni cominciarono con i Medici. Già nel Cinquecento arrivarono a Firenze una tromba da guerra del Congo, clave e mantelli dei Tupinamba del Brasile: li esponevano nelle loro «camere delle meraviglie», per stupire gli ospiti. Oggi sono tra i pezzi più antichi del museo.

Lo fondò nel 1869 l'antropologo Paolo Mantegazza. Nel 1922 fu rifondato come il primo museo italiano dedicato all'antropologia e alla ricerca etnografica. Oggi fa parte del sistema museale dell'Università di Firenze.

Tra i pezzi africani, i cucchiai in avorio dell'antico regno del Benin, di stile Bini-Portoghese, sono tra i più antichi manufatti africani in una collezione europea. Sono ben documentate anche le ex colonie italiane, come la Libia e la Somalia. Ci sono anche armi e suppellettili del Sudan, sculture dei Luba e oggetti dei Masai.

Dall'Asia vengono gli oggetti degli Ainu del Giappone, raccolti da Fosco Maraini, e una sezione ricchissima dedicata all'Indonesia. Spicca un'intera capanna di capovillaggio dei Batacchi di Sumatra, con la palizzata per il bestiame e il tetto di paglia intrecciata.

Dal Tibet vengono oggetti rituali, tra cui un grembiule fatto di ossa, e stendardi religiosi. Dai popoli della Siberia arrivano sculture di legno e un'arpa con la cassa a forma di cigno.

Dall'Oceania e dalle Americhe arrivano i reperti della terza spedizione di James Cook: arpioni eschimesi, ornamenti maori, abiti di fibre e piume. Ci sono anche manufatti aztechi e inca e le mummie peruviane, rannicchiate in posizione fetale.

Per gli stomaci forti ci sono le teste-trofeo dell'Amazzonia, essiccate dopo aver estratto il cervello per impadronirsi del valore del nemico ucciso, e quelle rimpicciolite degli Shuar dell'Ecuador. Meno macabro è il Patagone, una statua di gigante alta più di due metri.

Il Patagone fu scolpito nel Seicento prendendo alla lettera le cronache dei primi esploratori. Un esempio di come i racconti di viaggio facessero correre la fantasia.

Il museo conserva anche strumenti antropometrici, usati per misurare le caratteristiche anatomiche delle persone, e un archivio fotografico costituito fin dal 1869. Sono parte della storia di una scienza che oggi guardiamo con occhi molto diversi.

Da non perdere
• I cucchiai in avorio del Benin.
• La capanna di Sumatra.
• I reperti della spedizione di Cook.
• Il Patagone.

Lo sapevi?
• Il Palazzo Nonfinito che lo ospita rimase incompiuto: il museo vi è arrivato nel 1924.
• Nel museo c'è anche una gipsoteca, con modelli in gesso a disposizione degli studiosi.