Palazzo Nonfinito - (Museo Nazionale di Antropologia ed Etnologia)

Palazzo Nonfinito - (Museo Nazionale di Antropologia ed Etnologia)

Via del Proconsolo, 65-79. (Apri Mappa)

Descrizione

Il Palazzo Nonfinito è un palazzo cinquecentesco di Firenze, in via del Proconsolo, a due passi dal Duomo, con un notevole fronte anche su borgo degli Albizi. Dal 1924 ospita il Museo di Antropologia ed Etnologia. Il nome dice tutto: tanti architetti l'hanno iniziato, nessuno l'ha finito.

Lo volle nel 1593 Alessandro Strozzi, che però ebbe presto difficoltà economiche e lo vendette al fratello Roberto. Il primo progetto è di Bernardo Buontalenti, che costruì il piano terra e se ne andò nel 1600 dopo una lite con gli Strozzi sulla posizione dello scalone.

Dopo di lui arrivarono Scamozzi, Caccini, il Cigoli, Nigetti, ognuno con le sue idee. Il progetto prevedeva altri due piani, ma non furono mai costruiti, e non vennero finiti nemmeno gli interni né il prospetto principale.

Sul lato di via del Proconsolo colpisce l'altissimo portone ad arco, attribuito al Caccini, con sopra lo stemma degli Strozzi e la data 1614. In alto sull'angolo, un secondo stemma di marmo ha due figure femminili che reggono lo scudo.

Il piano terra ha bugne piatte, pilastri angolari monumentali e grandi finestre inginocchiate, poggiate su mensoloni. Nei timpani, a volte spezzati e accartocciati, si nasconde una figura strana, simile a un pipistrello dall'aspetto sinistro.

Proprio quei mostriciattoli, a fine Ottocento, ispirarono allo scrittore Charles Godfrey Leland la leggenda di Roberto Strozzi che fa un patto con il diavolo: maledicendo il palazzo, il diavolo gli avrebbe impedito di finirlo. È solo una leggenda, inventata dallo scrittore.

Dentro, il cortile ha un loggiato con serliane su colonne toscane, di gusto veneto reinterpretato alla fiorentina; due dei lati sono del Cigoli, nel 1604. In una nicchia davanti all'ingresso c'è una statua del Cinquecento, Perseo che uccide il drago.

Lo scalone, la causa della lite, occupa uno spazio considerevole e ha corrimano sostenuti da balaustrini di pietra. Al piano nobile restano soffitti affrescati al tempo di Firenze capitale, con gli stemmi dei Savoia e delle città italiane.

Nell'Ottocento qui c'erano uffici del governo, e nel 1864 ci lavorava come impiegato Carlo Collodi, il papà di Pinocchio. Poi il palazzo fu sede del Consiglio di Stato e, per dieci anni, delle Poste e Telegrafi.

Da non perdere
• Il portone di via del Proconsolo.
• Le finestre inginocchiate.
• Il cortile.
• Il museo di antropologia.

Lo sapevi?
• Il nome «Nonfinito» compare per la prima volta in una guida del 1822.
• Al numero 30 di borgo degli Albizi, mascherata da finto bugnato, c'è una piccola porta segreta, usata dagli informatori della Dogana.