Descrizione
Palazzo Pitti è l'enorme palazzo rinascimentale dell'Oltrarno, in piazza Pitti, a breve distanza da Ponte Vecchio: fu la reggia dei granduchi di Toscana e oggi è un insieme di musei, con la Galleria Palatina e i giardini di Boboli alle spalle.
Nato come residenza del banchiere Luca Pitti nel 1458, passò ai Medici nel 1549. Poi fu la casa dei Lorena e, dal 1865 al 1870, il palazzo reale dei Savoia, quando Firenze fu capitale d'Italia. Nel 1919 il re lo donò allo Stato.
Il palazzo guarda su una piazza, la prima costruita davanti a un palazzo privato a Firenze, e si presenta con una facciata di pietra a bugnato larga sette assi. Dal portone centrale si entra in un ampio cortile, quello dell'Ammannati.
La Galleria Palatina è il museo più celebre. Dopo il grande scalone dell'Ammannati, nelle sale dei granduchi si trovano capolavori di Raffaello e Tiziano appesi come in una quadreria di corte: fitti, in schemi simmetrici, dentro cornici dorate, senza un ordine da museo moderno.
Gli Appartamenti monumentali sono le stanze in cui vivevano granduchi e re: le sale di Pietro da Cortona, con gli affreschi mitologici, e quelle di epoca neoclassica. La Galleria d'arte moderna raccoglie le opere dei macchiaioli.
Ci sono anche il Tesoro dei Granduchi, dedicato alle arti applicate, il Museo della moda e del costume, il Museo delle porcellane e il Museo delle carrozze.
Il Giardino di Boboli è uno dei più importanti esempi di giardino all'italiana al mondo e un museo all'aperto di sculture. L'anfiteatro nacque sfruttando la collina e la buca della cava da cui venne la pietra del palazzo. Dal Viottolone partono viali di ghiaia verso laghetti, fontane, ninfei e grotte, e la settecentesca Kaffeehaus guarda la città.
Luca Pitti voleva finestre più grandi della porta di casa Medici e un cortile dove far stare tutto Palazzo Strozzi: così, racconta la leggenda, voleva il suo palazzo. Nel 1458 il cantiere partì in grande, ma Luca cadde in disgrazia e nel 1465 i lavori si fermarono.
Nel 1549 i Pitti lo vendettero ai Medici. A comprarlo fu Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo I e figlia del viceré di Napoli: riteneva l'Oltrarno più salubre del centro affollato. Ci passò anche Napoleone, ai primi dell'Ottocento.
Da non perdere
• La Galleria Palatina.
• Le sale di Pietro da Cortona.
• La Galleria d'arte moderna.
• Il Giardino di Boboli.
Lo sapevi?
• Il cortile dell'Ammannati fu allagato fino a quasi due metri per una battaglia navale tra venti navi turche e cristiane.
• Nel 1565 Vasari costruì il Corridoio vasariano, che collega il palazzo a Palazzo Vecchio passando per Santa Felicita, Ponte Vecchio e gli Uffizi.
• Il 22 luglio 1952 nella Sala Bianca sfilò la prima moda italiana: la nascita dell'Alta Moda, raccontata dalla giovanissima Oriana Fallaci.
Nato come residenza del banchiere Luca Pitti nel 1458, passò ai Medici nel 1549. Poi fu la casa dei Lorena e, dal 1865 al 1870, il palazzo reale dei Savoia, quando Firenze fu capitale d'Italia. Nel 1919 il re lo donò allo Stato.
Il palazzo guarda su una piazza, la prima costruita davanti a un palazzo privato a Firenze, e si presenta con una facciata di pietra a bugnato larga sette assi. Dal portone centrale si entra in un ampio cortile, quello dell'Ammannati.
La Galleria Palatina è il museo più celebre. Dopo il grande scalone dell'Ammannati, nelle sale dei granduchi si trovano capolavori di Raffaello e Tiziano appesi come in una quadreria di corte: fitti, in schemi simmetrici, dentro cornici dorate, senza un ordine da museo moderno.
Gli Appartamenti monumentali sono le stanze in cui vivevano granduchi e re: le sale di Pietro da Cortona, con gli affreschi mitologici, e quelle di epoca neoclassica. La Galleria d'arte moderna raccoglie le opere dei macchiaioli.
Ci sono anche il Tesoro dei Granduchi, dedicato alle arti applicate, il Museo della moda e del costume, il Museo delle porcellane e il Museo delle carrozze.
Il Giardino di Boboli è uno dei più importanti esempi di giardino all'italiana al mondo e un museo all'aperto di sculture. L'anfiteatro nacque sfruttando la collina e la buca della cava da cui venne la pietra del palazzo. Dal Viottolone partono viali di ghiaia verso laghetti, fontane, ninfei e grotte, e la settecentesca Kaffeehaus guarda la città.
Luca Pitti voleva finestre più grandi della porta di casa Medici e un cortile dove far stare tutto Palazzo Strozzi: così, racconta la leggenda, voleva il suo palazzo. Nel 1458 il cantiere partì in grande, ma Luca cadde in disgrazia e nel 1465 i lavori si fermarono.
Nel 1549 i Pitti lo vendettero ai Medici. A comprarlo fu Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo I e figlia del viceré di Napoli: riteneva l'Oltrarno più salubre del centro affollato. Ci passò anche Napoleone, ai primi dell'Ottocento.
Da non perdere
• La Galleria Palatina.
• Le sale di Pietro da Cortona.
• La Galleria d'arte moderna.
• Il Giardino di Boboli.
Lo sapevi?
• Il cortile dell'Ammannati fu allagato fino a quasi due metri per una battaglia navale tra venti navi turche e cristiane.
• Nel 1565 Vasari costruì il Corridoio vasariano, che collega il palazzo a Palazzo Vecchio passando per Santa Felicita, Ponte Vecchio e gli Uffizi.
• Il 22 luglio 1952 nella Sala Bianca sfilò la prima moda italiana: la nascita dell'Alta Moda, raccontata dalla giovanissima Oriana Fallaci.