Parco delle Cascine

Parco delle Cascine

Viale George Washington. (Apri Mappa)

Descrizione

Il Parco delle Cascine è il più grande parco pubblico di Firenze: 160 ettari di prati e boschi, una striscia lunga quasi tre chilometri e mezzo lungo la riva destra dell'Arno, dal centro storico fino alla confluenza con il torrente Mugnone. È il parco dei fiorentini, per correre, andare in bici e passeggiare all'ombra di alberi altissimi.

Il nome viene dal formaggio. Le «cascine» erano le stalle dove si mungevano le vacche dei Medici per farne burro e cacio: nel 1563 Cosimo I ne fece la sua tenuta agricola e di caccia, con rare piante da frutto per i suoi esperimenti.

Il cuore del parco è il piazzale delle Cascine, dominato dalla Palazzina Reale, con pini e platani altissimi e un ginkgo che d'autunno si accende di giallo. Qui c'è anche il centro visite, nelle antiche scuderie.

Il bosco occupa più di trentacinque ettari, con circa diciannovemila alberi: farnie secolari, olmi, aceri, lecci e tigli. Accanto si aprono grandi prati, come quello del Quercione, e il parco ospita ippodromi, un velodromo e una piscina.

Il martedì mattina si tiene il mercato delle Cascine, davanti alla Facoltà di Agraria, uno dei più grandi della città. In estate il piazzale e i prati si riempiono di concerti, feste ed eventi.

A fine Settecento Giuseppe Manetti lo riempì di costruzioni curiose: la Palazzina Reale, due tempietti neoclassici che erano gabbie per fagiani, una piramide che serviva da ghiacciaia. Il parco diventò pubblico all'inizio dell'Ottocento con Elisa Baciocchi, sorella di Napoleone.

Sui prati del Quercione giocavano a calcio i primi club fiorentini, come il Florence Football Club, finché nel 1917 il Comune lo vietò.

Il granduca Pietro Leopoldo vi fece costruire una tenuta agricola modello, con al centro la Palazzina Reale, che ospita la Facoltà di Agraria. Tra le curiosità del parco c'è l'abbeveratoio del Quercione, detto «Fontana delle boccacce», e nel 1791 qui si tenne una grande festa, dal 2 al 5 luglio, per l'insediamento di Ferdinando III.

Da non perdere
• La Fontana del Narciso.
• Il monumento all'Indiano.
• Il piazzale delle Cascine.
• Le pavoniere.

Lo sapevi?
• Alla Fontana del Narciso, dice l'iscrizione, Shelley si ispirò per l'«Ode al vento dell'Ovest».
• L'Indiano era Rajaram Chuttraputti, un giovane principe morto improvvisamente durante la sua visita a Firenze nel 1865.
• Alla Festa del grillo, il giorno dell'Ascensione, i grilli catturati nei prati si vendevano in gabbiette colorate.