Piazza della Santissima Annunziata

Piazza della Santissima Annunziata

Piazza della Santissima Annunziata. (Apri Mappa)

Descrizione

La piazza della Santissima Annunziata è una delle piazze più armoniose di Firenze: porticata su tre lati, con due palazzi gemelli sul quarto, a nord di piazza del Duomo. Tra le piazze della città è quella che meglio esprime gli ideali della città rinascimentale.

In fondo alla dritta via dei Servi la cupola del Duomo appare inquadrata come in un cannocchiale. È un effetto voluto: gli architetti che lavorarono qui, a partire da Brunelleschi, volevano una piazza che fosse un mondo perfetto in sé stesso.

Il lato sinistro è lo Spedale degli Innocenti, con il loggiato di Brunelleschi, iniziato nel 1419: la prima grande opera del Rinascimento in città. Le colonne distano dieci braccia e sono alte nove, così ogni campata è quasi un cubo chiuso da una piccola cupola. Gli architetti venuti dopo lo presero a misura.

Sotto il loggiato, i busti dei granduchi Cosimo I, Francesco I e Ferdinando I.

Dal 1516 sul lato opposto sorse un porticato gemello, la loggia dei Servi di Maria. In fondo c'è la basilica della Santissima Annunziata, con il suo portico: custodisce un'Annunciazione miracolosa che, secondo la leggenda, l'aveva dipinta un angelo.

Al centro si alza il monumento equestre a Ferdinando I, l'ultima opera del Giambologna, terminata dall'allievo Pietro Tacca nel 1608. Il granduca non ha toga né corona: porta una corazza moderna, con la croce di Santo Stefano sul petto.

Più indietro, simmetriche, le fontane dei mostri marini in bronzo, del 1629, capolavoro del Tacca: erano pensate per Livorno, ma piacquero tanto che furono montate qui.

Eppure ci sono voluti quasi due secoli per finirla. All'inizio non c'era la città: era aperta campagna, fuori dalle mura, con boschi e pascoli. Nel Duecento i Servi di Maria vi fondarono la loro chiesa.

Arrivarono così tanti pellegrini, soprattutto l'8 settembre, che servì una piazza, e poi una strada per raggiungerla: via dei Servi. Alla vigilia, il 7 settembre, ricorre la festa della Rificolona, che nascerebbe dalle lanterne dei pellegrini diretti alla basilica. Ogni anno all'Epifania vi si tiene ancora l'antico mercato.

Nel Seicento la piazza aveva già la forma che ha, e la guida del 1684 la definiva «quadra e assai ben larga», con logge da cui riceve «sembiante di teatro».

Probabilmente per la statua e le fontane qui non si giocava né si facevano tornei, come in piazza Santa Croce e in piazza Santa Maria Novella: lo spazio libero non c'era.

Da non perdere
• Le due fontane dei mostri marini.
• Il loggiato degli Innocenti.
• Lo sciame d'api sul basamento della statua.
• La vista della cupola da via dei Servi.

Lo sapevi?
• Le api del basamento sono 91, disposte in cerchi sfalsati per confondere chi prova a contarle: 90 operaie e una regina, il granduca circondato dal suo popolo.
• La statua fu fusa con il bronzo dei cannoni presi alle galee turche; sulla cinghia del cavallo c'è scritto «De' metalli rapiti al fero Trace», e il popolo lo storpiò in «De' denari rubati in guerra e in pace».
• Sotto il loggiato dei Servi una lapide del 1613 vietava giochi, immondizie e raduni, sotto pena di due tratti di fune.