Descrizione
Piazza Santa Croce è una delle grandi piazze del centro di Firenze: un ampio rettangolo regolare dominato dalla facciata bianca e neogotica della basilica di Santa Croce, con palazzi nobiliari sui lati.
Per secoli è stata il salotto e il campo da gioco dei fiorentini, e lo è ancora ogni giugno, quando vi si gioca il calcio storico.
Il lato est è tutto della basilica di Santa Croce, fondata dai francescani e arricchita dalle grandi famiglie del quartiere, i Bardi, i Peruzzi, gli Alberti. Dentro riposano Michelangelo, Galileo e Machiavelli. Anche Dante avrebbe dovuto essere sepolto qui, e un cenotafio fu in effetti realizzato, ma Ravenna, ultima meta del suo esilio, si oppose sempre.
Davanti alla basilica, a sinistra, c'è la statua di Dante, di Enrico Pazzi, eretta nel 1865 per il seicentenario della nascita. Prima stava in mezzo alla piazza, e dal 1968, dopo l'alluvione, sta sul sagrato. Sotto, gli scudi delle principali città italiane.
I lati sud e ovest sono occupati da palazzi nobiliari; il lato nord ha case più strette e alte, in parte ancora medievali. Sul lato opposto alla chiesa c'è una fontana, rifatta nell'Ottocento su una barocca del 1673.
La piazza nacque nel Duecento per contenere le folle che ascoltavano le prediche dei francescani. Prima, qui c'era un'isola tra due bracci dell'Arno, scelta dai frati proprio perché isolata: venne bonificata quando la chiesa crebbe.
Il calcio storico, il calcio in costume dei quartieri, si gioca qui fin dal Rinascimento. Febbraio 1530: Firenze è assediata dalle truppe imperiali e si muore di fame. I fiorentini, per tutta risposta, organizzano una partita in piazza, ben visibile dalle colline nemiche, con i musici a suonare sul tetto della chiesa.
Dagli assedianti parte una palla di cannone. Vola sopra le teste dei suonatori, finisce oltre la chiesa e non fa danni, accolta dagli sberleffi della folla.
Già nel Trecento e nel Quattrocento ci si tenevano giostre e tornei a cavallo, come quello del 1469 per il fidanzamento di Lorenzo de' Medici con Clarice Orsini e la giostra di Giuliano de' Medici del 1475 in onore di Simonetta Vespucci, cantata dal Poliziano nelle «Stanze per la giostra».
Da non perdere
• La facciata di Santa Croce.
• La statua di Dante.
• I dischi di marmo sui palazzi.
• Le targhe dell'Arno sulla casa del Diluvio.
Lo sapevi?
• La partita cominciava quando il «pallaio» lanciava il pallone contro un disco di marmo detto battipalla, murato nel 1565 sul palazzo dell'Antella: segnava la metà campo.
• Sulla casa del Diluvio due targhe segnano fin dove arrivò l'Arno nel 1557 e nel 1966.
• Dal 1865 al 1968 le partite si fermarono, perché la statua di Dante occupava il centro della piazza.
• Nel 1530 i giocatori si vestirono in livrea, per farsi vedere dai nemici e sfotterli.
Per secoli è stata il salotto e il campo da gioco dei fiorentini, e lo è ancora ogni giugno, quando vi si gioca il calcio storico.
Il lato est è tutto della basilica di Santa Croce, fondata dai francescani e arricchita dalle grandi famiglie del quartiere, i Bardi, i Peruzzi, gli Alberti. Dentro riposano Michelangelo, Galileo e Machiavelli. Anche Dante avrebbe dovuto essere sepolto qui, e un cenotafio fu in effetti realizzato, ma Ravenna, ultima meta del suo esilio, si oppose sempre.
Davanti alla basilica, a sinistra, c'è la statua di Dante, di Enrico Pazzi, eretta nel 1865 per il seicentenario della nascita. Prima stava in mezzo alla piazza, e dal 1968, dopo l'alluvione, sta sul sagrato. Sotto, gli scudi delle principali città italiane.
I lati sud e ovest sono occupati da palazzi nobiliari; il lato nord ha case più strette e alte, in parte ancora medievali. Sul lato opposto alla chiesa c'è una fontana, rifatta nell'Ottocento su una barocca del 1673.
La piazza nacque nel Duecento per contenere le folle che ascoltavano le prediche dei francescani. Prima, qui c'era un'isola tra due bracci dell'Arno, scelta dai frati proprio perché isolata: venne bonificata quando la chiesa crebbe.
Il calcio storico, il calcio in costume dei quartieri, si gioca qui fin dal Rinascimento. Febbraio 1530: Firenze è assediata dalle truppe imperiali e si muore di fame. I fiorentini, per tutta risposta, organizzano una partita in piazza, ben visibile dalle colline nemiche, con i musici a suonare sul tetto della chiesa.
Dagli assedianti parte una palla di cannone. Vola sopra le teste dei suonatori, finisce oltre la chiesa e non fa danni, accolta dagli sberleffi della folla.
Già nel Trecento e nel Quattrocento ci si tenevano giostre e tornei a cavallo, come quello del 1469 per il fidanzamento di Lorenzo de' Medici con Clarice Orsini e la giostra di Giuliano de' Medici del 1475 in onore di Simonetta Vespucci, cantata dal Poliziano nelle «Stanze per la giostra».
Da non perdere
• La facciata di Santa Croce.
• La statua di Dante.
• I dischi di marmo sui palazzi.
• Le targhe dell'Arno sulla casa del Diluvio.
Lo sapevi?
• La partita cominciava quando il «pallaio» lanciava il pallone contro un disco di marmo detto battipalla, murato nel 1565 sul palazzo dell'Antella: segnava la metà campo.
• Sulla casa del Diluvio due targhe segnano fin dove arrivò l'Arno nel 1557 e nel 1966.
• Dal 1865 al 1968 le partite si fermarono, perché la statua di Dante occupava il centro della piazza.
• Nel 1530 i giocatori si vestirono in livrea, per farsi vedere dai nemici e sfotterli.