Piazza Santa Maria Novella

Piazza Santa Maria Novella

Piazza di Santa Maria Novella. (Apri Mappa)

Descrizione

Piazza Santa Maria Novella è la grande piazza davanti alla basilica omonima, nel centro di Firenze. È uno spazio ampio e aperto, dominato dalla facciata della chiesa, con due obelischi appoggiati su tartarughe di bronzo.

La piazza fu aperta dal Comune a partire dal 1287, abbattendo le case, per far posto alle folle che accorrevano alle prediche dei frati domenicani del convento accanto. Ci volle fino al 1325 per finirla.

La facciata è l'attrazione principale. La completò nel 1470 Leon Battista Alberti, per il mercante Giovanni Rucellai, innestandola sulla parte trecentesca: proporzioni calcolate con precisione, a partire da quadrati e rapporti semplici.

Rucellai non rinunciò a firmarla: il suo nome è nell'iscrizione sotto il timpano, e la vela gonfiata dal vento, simbolo della famiglia, corre in una fascia del frontone. Il sole al centro del timpano è lo stemma del quartiere dal 1343.

I due obelischi con le tartarughe servivano a una gara: il Palio dei Cocchi si correva qui, alla vigilia di San Giovanni, dal 1563: quattro carri a due cavalli, uno per quartiere, giravano tre volte intorno ai paletti, mentre il granduca guardava dalla scalinata.

Dopo i primi paletti di legno, gli obelischi in marmo di Seravezza, lavorati dall'Ammannati, furono messi in opera nel 1608, con le tartarughe del Giambologna. L'ultima corsa fu nel 1852.

Sul lato sud, la loggia dell'ospedale di San Paolo ha un portico ispirato a quello brunelleschiano degli Innocenti, con medaglioni in terracotta invetriata di Andrea della Robbia. Sul portale della chiesa dell'ospedale c'è anche una sua lunetta con l'incontro tra san Francesco e san Domenico.

A sinistra della chiesa si entra nel Museo di Santa Maria Novella, con il Chiostro Verde e il Cappellone degli Spagnoli. Dall'altra parte, accanto alla facciata, sono gli avelli, antiche arche sepolcrali che proseguono in via degli Avelli.

Anche i palazzi sul lato obliquo raccontano qualcosa: il Palazzo Pitti-Broccardi fu la casa di Luca Pitti prima del trasferimento nel palazzo che porta il suo nome. Al numero 8, l'Albergo Roma ha vetrate déco di Tito Chini.

Al centro, sulla panca di vetro, è scritta una frase dell'Alberti: «Il tempio deve intrattenere piacevolmente l'animo e riempirlo di gioiosa meraviglia».

Da non perdere
• La facciata dell'Alberti.
• Gli obelischi con le tartarughe.
• La loggia dell'ospedale di San Paolo.
• Il Chiostro Verde e il Cappellone degli Spagnoli.

Lo sapevi?
• Sulla lunetta d'ingresso del museo c'era un affresco di Masaccio, perduto e noto solo da copie.
• Le ex Scuole Leopoldine, l'antico ospedale, ospitano dal 2006 il Museo Nazionale Alinari della Fotografia.