Descrizione
Piazza Santo Spirito è la piazza più vivace dell'Oltrarno, a Firenze: davanti alla basilica di Brunelleschi, con una fontana al centro, un giardino e tutt'intorno trattorie, locali e botteghe. Di giorno c'è il mercatino, la sera i tavolini restano pieni fino a tardi.
Nonostante i ritocchi ottocenteschi per darle un tono borghese, la piazza ha mantenuto un carattere popolare. È frequentata a ogni ora da fiorentini e turisti insieme, ed è tra le più celebri della città come luogo di incontro e scambio.
Nacque nel Duecento per una ragione pratica: le prediche degli agostiniani attiravano folle, e serviva spazio. Tra il 1292 e il 1301 il Comune comprò e abbatté le case davanti alla chiesa. Ne uscì uno spazio di oltre cinquemila metri quadri, allora il più grande della città.
Sul fondo c'è la basilica di Santo Spirito, l'ultimo progetto di Filippo Brunelleschi, costruita dal 1444 e finita nel 1487. La finanziò la Signoria dopo la vittoria sugli Sforza nel giorno di sant'Agostino, il 28 agosto 1397.
Sulla piazza si predicava, si facevano feste e mercati. A Pentecoste si accendevano fuochi su tutto lo sterrato, a imitazione delle fiammelle dello Spirito Santo. Ed è proprio dopo una festa, nel 1471, che le cose andarono storte.
Per l'arrivo di Galeazzo Maria Sforza si mise in scena la Pentecoste, con fuochi e fiammelle. Quella notte, il 21 marzo, un grave incendio distrusse codici e opere d'arte della vecchia chiesa. L'incendio fece accelerare i lavori della nuova basilica.
Al centro sta la fontana, terminata nel 1660, che stava nel primo chiostro del convento e serviva ad allevare pesci. Nel 1812 Giuseppe Del Rosso la trasportò qui. Ha un bacino ottagonale in pietra serena e due pile sovrapposte, una in breccia medicea.
Al lato verso via delle Caldaie c'è il monumento a Cosimo Ridolfi, inaugurato nel 1898, un agronomo e statista che abitava poco lontano. Intorno corrono i palazzi, con tabernacoli agli angoli: uno ha una Madonna col Bambino, copia di quella del Perugino a Palazzo Pitti.
Nell'Ottocento arrivò anche un giardino. Secondo un cronista attirava soprattutto i musi degli asini degli ortolani, che ogni mattina tenevano qui un mercatino. Il mercatino è rimasto: c'è ogni mattina, e nei fine settimana arrivano artigianato e antiquariato.
Da non perdere
• La basilica di Santo Spirito.
• La fontana.
• Il monumento a Cosimo Ridolfi.
• Il mercatino.
Lo sapevi?
• Al numero 22 una lapide ricorda il partigiano «Potente», ucciso qui da una granata l'8 agosto 1944.
• Una lapide del 1639 vieta il gioco delle pallottole in tutta la piazza, sotto pena di dieci scudi.
Nonostante i ritocchi ottocenteschi per darle un tono borghese, la piazza ha mantenuto un carattere popolare. È frequentata a ogni ora da fiorentini e turisti insieme, ed è tra le più celebri della città come luogo di incontro e scambio.
Nacque nel Duecento per una ragione pratica: le prediche degli agostiniani attiravano folle, e serviva spazio. Tra il 1292 e il 1301 il Comune comprò e abbatté le case davanti alla chiesa. Ne uscì uno spazio di oltre cinquemila metri quadri, allora il più grande della città.
Sul fondo c'è la basilica di Santo Spirito, l'ultimo progetto di Filippo Brunelleschi, costruita dal 1444 e finita nel 1487. La finanziò la Signoria dopo la vittoria sugli Sforza nel giorno di sant'Agostino, il 28 agosto 1397.
Sulla piazza si predicava, si facevano feste e mercati. A Pentecoste si accendevano fuochi su tutto lo sterrato, a imitazione delle fiammelle dello Spirito Santo. Ed è proprio dopo una festa, nel 1471, che le cose andarono storte.
Per l'arrivo di Galeazzo Maria Sforza si mise in scena la Pentecoste, con fuochi e fiammelle. Quella notte, il 21 marzo, un grave incendio distrusse codici e opere d'arte della vecchia chiesa. L'incendio fece accelerare i lavori della nuova basilica.
Al centro sta la fontana, terminata nel 1660, che stava nel primo chiostro del convento e serviva ad allevare pesci. Nel 1812 Giuseppe Del Rosso la trasportò qui. Ha un bacino ottagonale in pietra serena e due pile sovrapposte, una in breccia medicea.
Al lato verso via delle Caldaie c'è il monumento a Cosimo Ridolfi, inaugurato nel 1898, un agronomo e statista che abitava poco lontano. Intorno corrono i palazzi, con tabernacoli agli angoli: uno ha una Madonna col Bambino, copia di quella del Perugino a Palazzo Pitti.
Nell'Ottocento arrivò anche un giardino. Secondo un cronista attirava soprattutto i musi degli asini degli ortolani, che ogni mattina tenevano qui un mercatino. Il mercatino è rimasto: c'è ogni mattina, e nei fine settimana arrivano artigianato e antiquariato.
Da non perdere
• La basilica di Santo Spirito.
• La fontana.
• Il monumento a Cosimo Ridolfi.
• Il mercatino.
Lo sapevi?
• Al numero 22 una lapide ricorda il partigiano «Potente», ucciso qui da una granata l'8 agosto 1944.
• Una lapide del 1639 vieta il gioco delle pallottole in tutta la piazza, sotto pena di dieci scudi.