Descrizione
Il Giardino di Boboli è il grande giardino all'italiana dietro Palazzo Pitti, sulla collina dell'Oltrarno: viali di cipressi, fontane, grotte e statue su circa 45.000 metri quadrati, un vero museo all'aperto con sculture dall'antichità romana al Novecento.
Nato come giardino dei granduchi, fu costruito tra il Cinquecento e l'Ottocento prima dai Medici, poi dai Lorena e dai Savoia. Dal 2013 è patrimonio Unesco. Chi viene qui trova soprattutto un posto dove camminare, salire e fermarsi con vista sulla città.
Dal cortile del palazzo si entra nell'anfiteatro, la grande conca a ferro di cavallo da cui si estraeva la pietraforte per costruire Pitti. Fu sistemato con le gradinate nel 1599 e inaugurato nel 1637, e le edicole con le statue sono dei Parigi.
Più in alto c'è il Giardino del Cavaliere, sopra un bastione fortificato da Michelangelo nel 1529, con aiuole di bosso, rose e dalie che fioriscono tra maggio e giugno, e la fontana delle Scimmie.
In basso, vicino al palazzo, c'è la Grotta del Buontalenti, una delle architetture più bizzarre e sorprendenti di Firenze, creata tra il 1583 e il 1593.
Il Viottolone è un lungo viale in discesa tra due filari di cipressi piantati nel 1637, con statue romane e settecentesche. In fondo c'è l'Isolotto, la vasca circondata da siepi di leccio alte circa 12 metri e da molte statue.
La Kaffeehaus settecentesca è un raro esempio di gusto rococò in Toscana, con una terrazza sulla città. La limonaia ha ancora il suo colore originale, il verde Lorena.
Tutto comincia nel 1549, quando Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo I, compra il palazzo dei Pitti e i terreni sulla collina. Il nome Boboli viene forse da una famiglia che possedeva queste terre, i Borgoli.
Il primo progetto è di Niccolò Tribolo, che morì poco dopo. Gli succedettero Ammannati e Buontalenti: il giardino si riempì di statue, fontane e grotte, con un sottofondo di simboli alchemici. La Grotta Grande rappresenta il caos primordiale da cui l'iniziato deve emergere verso la luce della conoscenza.
Da non perdere
• L'anfiteatro.
• La Grotta del Buontalenti.
• Il Giardino del Cavaliere.
• Il Viottolone e l'Isolotto.
Lo sapevi?
• Il Giardino del Cavaliere si chiama così perché in architettura militare un «cavaliere» è una struttura costruita a cavallo di un bastione.
• Dove oggi c'è la limonaia, Cosimo III teneva un serraglio di animali esotici, con giraffe e perfino un ippopotamo, oggi impagliato alla Specola.
Nato come giardino dei granduchi, fu costruito tra il Cinquecento e l'Ottocento prima dai Medici, poi dai Lorena e dai Savoia. Dal 2013 è patrimonio Unesco. Chi viene qui trova soprattutto un posto dove camminare, salire e fermarsi con vista sulla città.
Dal cortile del palazzo si entra nell'anfiteatro, la grande conca a ferro di cavallo da cui si estraeva la pietraforte per costruire Pitti. Fu sistemato con le gradinate nel 1599 e inaugurato nel 1637, e le edicole con le statue sono dei Parigi.
Più in alto c'è il Giardino del Cavaliere, sopra un bastione fortificato da Michelangelo nel 1529, con aiuole di bosso, rose e dalie che fioriscono tra maggio e giugno, e la fontana delle Scimmie.
In basso, vicino al palazzo, c'è la Grotta del Buontalenti, una delle architetture più bizzarre e sorprendenti di Firenze, creata tra il 1583 e il 1593.
Il Viottolone è un lungo viale in discesa tra due filari di cipressi piantati nel 1637, con statue romane e settecentesche. In fondo c'è l'Isolotto, la vasca circondata da siepi di leccio alte circa 12 metri e da molte statue.
La Kaffeehaus settecentesca è un raro esempio di gusto rococò in Toscana, con una terrazza sulla città. La limonaia ha ancora il suo colore originale, il verde Lorena.
Tutto comincia nel 1549, quando Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo I, compra il palazzo dei Pitti e i terreni sulla collina. Il nome Boboli viene forse da una famiglia che possedeva queste terre, i Borgoli.
Il primo progetto è di Niccolò Tribolo, che morì poco dopo. Gli succedettero Ammannati e Buontalenti: il giardino si riempì di statue, fontane e grotte, con un sottofondo di simboli alchemici. La Grotta Grande rappresenta il caos primordiale da cui l'iniziato deve emergere verso la luce della conoscenza.
Da non perdere
• L'anfiteatro.
• La Grotta del Buontalenti.
• Il Giardino del Cavaliere.
• Il Viottolone e l'Isolotto.
Lo sapevi?
• Il Giardino del Cavaliere si chiama così perché in architettura militare un «cavaliere» è una struttura costruita a cavallo di un bastione.
• Dove oggi c'è la limonaia, Cosimo III teneva un serraglio di animali esotici, con giraffe e perfino un ippopotamo, oggi impagliato alla Specola.