Palazzo Rucellai

Palazzo Rucellai

Via della Vigna Nuova, 8-18. (Apri Mappa)

Descrizione

Palazzo Rucellai è uno dei migliori esempi di architettura privata del Rinascimento a Firenze, in via della Vigna Nuova. Ciò che conta è la facciata, disegnata da Leon Battista Alberti: un modello per le case dei signori fiorentini.

«D'otto case n'ho fatta una»: così il ricchissimo mercante Giovanni Rucellai raccontava la sua impresa. Comprò una dopo l'altra le case attorno a quella di famiglia e le fuse in un solo palazzo, con una facciata nuova a tenerle insieme.

A disegnarla fu il suo amico Leon Battista Alberti, l'architetto umanista che scriveva trattati. La facciata sembra un'illustrazione delle sue teorie: tre piani con tre ordini classici sovrapposti e lesene che fanno sembrare il palazzo più alto di quanto sia.

La direzione dei lavori fu di Bernardo Rossellino. Non si sa con precisione quando fu costruito: i documenti sono andati perduti, ma i lavori si fecero in più fasi, tra il 1455 circa e il 1470, mentre la famiglia continuava ad abitarci.

Guardando bene il lato destro, il muro finisce frastagliato: era prevista una continuazione, con un terzo portale, che non arrivò mai.

L'effetto è vario ed elegante, per la luce che vibra tra le parti lisce, le lesene, e quelle scure, le aperture. Alberti scrisse che la casa del signore dev'essere «di aspetto piuttosto dilettevole che superbo». Il palazzo servì da modello, per esempio, a Palazzo Piccolomini a Pienza.

Dentro c'è un bel cortile rinascimentale, con due lati porticati e colonne con capitelli corinzi molto elaborati. Sul retro l'ex chiesa di San Pancrazio ospita il Museo Marino Marini e un altro capolavoro dell'Alberti, il tempietto del Santo Sepolcro.

Da non perdere la panca di pietra lungo la facciata, con lo schienale che imita i muri romani, e le vele gonfie dei Rucellai nel fregio. Di fronte c'è la Loggia Rucellai, anche lei dell'Alberti, che dà alla piazza un aspetto ordinato. Il palazzo appartiene ancora alla famiglia.