Descrizione
L'Anfiteatro di Boboli è il teatro all'aperto del Giardino di Boboli, con gradinate e nicchie, proprio dietro Palazzo Pitti, sull'asse principale del giardino.
Serviva alla corte dei Medici per gli spettacoli estivi, soprattutto caroselli e balletti a cavallo. È il più antico teatro di corte di Firenze arrivato fino a noi.
La vista su Palazzo Pitti vale la salita sulle gradinate: si vedono le ali del palazzo disposte intorno al cortile dell'Ammannati, e la fontana del Carciofo.
Al centro sta un obelisco egiziano del 1500 a.C., l'unico della Toscana. Viene da Eliopoli: portato a Roma ai tempi di Domiziano, finì nel giardino di Villa Medici, e nel 1788 il granduca Pietro Leopoldo lo fece trasportare a Firenze.
Ai suoi piedi c'è una grande vasca di granito grigio, scolpita in un unico blocco, forse dalle Terme Alessandrine di Roma, accoppiata all'obelisco nel 1840. Intorno, le nicchie di pietra bigia ospitano statue antiche e di ispirazione classica.
Prima di essere un teatro, il luogo era una cava. La collina era usata per estrarre pietraforte fin dal Medioevo: il padre di Arnolfo di Cambio vi prese le pietre per lastricare le strade, e da qui venne anche il materiale per Palazzo Pitti.
Fu il Tribolo a immaginare quell'avvallamento come uno spazio a forma di campana. Dal 1550 diventò un anfiteatro di verzura, di lecci e cipressi, tanto riuscito che nel 1615 fu copiato per Maria de' Medici nei giardini del Lussemburgo, a Parigi.
Il teatro in muratura arrivò con Ferdinando II, con sette ordini di gradinate, costruite però solo sul lato sud, per un affioramento di roccia sull'altro. Fu inaugurato nel 1637 per l'incoronazione a granduchessa di Vittoria della Rovere, con un carosello a cavallo.
Sulle edicole stavano coppie di cani di pietra serena, che guardavano verso il palazzo: furono tolti nel 1652. Le gradinate che si vedono oggi sono quelle rifatte nel 1764, quando quelle seicentesche furono interrate.
Nel Novecento il luogo tornò a essere un palcoscenico. Nel 1906 Pietro Mascagni vi tenne un concerto per gli emigranti, e negli anni Trenta ospitò alcune edizioni del Maggio Musicale Fiorentino.
Da non perdere
• La vista su Palazzo Pitti.
• L'obelisco egiziano.
• La vasca di granito.
• Le nicchie con le statue.
Lo sapevi?
• Nella seconda nicchia da sinistra c'è una presunta copia dell'Ercole di Michelangelo, oggi perduto.
• Nel 1739 il fuoco d'artificio «Le Fatiche di Ercole» celebrò l'arrivo di Francesco Stefano di Lorena a Firenze.
Serviva alla corte dei Medici per gli spettacoli estivi, soprattutto caroselli e balletti a cavallo. È il più antico teatro di corte di Firenze arrivato fino a noi.
La vista su Palazzo Pitti vale la salita sulle gradinate: si vedono le ali del palazzo disposte intorno al cortile dell'Ammannati, e la fontana del Carciofo.
Al centro sta un obelisco egiziano del 1500 a.C., l'unico della Toscana. Viene da Eliopoli: portato a Roma ai tempi di Domiziano, finì nel giardino di Villa Medici, e nel 1788 il granduca Pietro Leopoldo lo fece trasportare a Firenze.
Ai suoi piedi c'è una grande vasca di granito grigio, scolpita in un unico blocco, forse dalle Terme Alessandrine di Roma, accoppiata all'obelisco nel 1840. Intorno, le nicchie di pietra bigia ospitano statue antiche e di ispirazione classica.
Prima di essere un teatro, il luogo era una cava. La collina era usata per estrarre pietraforte fin dal Medioevo: il padre di Arnolfo di Cambio vi prese le pietre per lastricare le strade, e da qui venne anche il materiale per Palazzo Pitti.
Fu il Tribolo a immaginare quell'avvallamento come uno spazio a forma di campana. Dal 1550 diventò un anfiteatro di verzura, di lecci e cipressi, tanto riuscito che nel 1615 fu copiato per Maria de' Medici nei giardini del Lussemburgo, a Parigi.
Il teatro in muratura arrivò con Ferdinando II, con sette ordini di gradinate, costruite però solo sul lato sud, per un affioramento di roccia sull'altro. Fu inaugurato nel 1637 per l'incoronazione a granduchessa di Vittoria della Rovere, con un carosello a cavallo.
Sulle edicole stavano coppie di cani di pietra serena, che guardavano verso il palazzo: furono tolti nel 1652. Le gradinate che si vedono oggi sono quelle rifatte nel 1764, quando quelle seicentesche furono interrate.
Nel Novecento il luogo tornò a essere un palcoscenico. Nel 1906 Pietro Mascagni vi tenne un concerto per gli emigranti, e negli anni Trenta ospitò alcune edizioni del Maggio Musicale Fiorentino.
Da non perdere
• La vista su Palazzo Pitti.
• L'obelisco egiziano.
• La vasca di granito.
• Le nicchie con le statue.
Lo sapevi?
• Nella seconda nicchia da sinistra c'è una presunta copia dell'Ercole di Michelangelo, oggi perduto.
• Nel 1739 il fuoco d'artificio «Le Fatiche di Ercole» celebrò l'arrivo di Francesco Stefano di Lorena a Firenze.