Descrizione
La Cappella dei Pazzi è una delle architetture più armoniose del Rinascimento, e viene considerata il capolavoro di Filippo Brunelleschi. Sta nel primo chiostro della basilica di Santa Croce, a Firenze: era la sala capitolare dei frati, ma in realtà fu la cappella privata della famiglia Pazzi, che ne pagò la costruzione.
Il portico ricorda un arco di trionfo romano, con sei colonne corinzie e un'arcata al centro. Sotto, la piccola cupola è rivestita di terracotta invetriata colorata, opera di Luca della Robbia, che fece anche il tondo di sant'Andrea sopra la porta.
Dentro, tutto si regge su una misura: venti braccia fiorentine, quasi dodici metri, che sono la larghezza della sala, l'altezza dei muri e il diametro della cupola. È un cubo immaginario sormontato da una semisfera, in pietra serena grigia su intonaco bianco. La luce piove dalla lanterna e dai dodici oculi della cupola, che richiamano i dodici apostoli.
Le decorazioni, di Luca della Robbia, restano al loro posto, senza rubare la scena all'architettura: dodici medaglioni in terracotta invetriata con gli apostoli sulle pareti e i quattro evangelisti nei pennacchi della cupola. Una panca di pietra serena corre tutt'intorno, perché i monaci potessero sedersi per le riunioni.
Niente pala d'altare: secondo Brunelleschi bastavano le vetrate, su disegno di Alesso Baldovinetti. Chi alza gli occhi sopra l'altare trova la cupoletta stellata, con il cielo di Firenze com'era la notte del 4 luglio 1442, la stessa data della Sagrestia Vecchia di San Lorenzo.
Il committente morì prima che fosse finita. L'architetto anche. Nel 1423 un incendio distrusse parte del convento e Andrea de' Pazzi si offrì di ricostruire la sala capitolare, in cambio di una tomba di famiglia sul retro. Nel 1443 papa Eugenio IV ci cenò, quando i muri arrivavano solo alla trabeazione.
Brunelleschi morì nel 1446, la cupola fu chiusa nel 1459 e il portico nel 1461. Nel 1478 i Pazzi furono annientati dopo la congiura contro i Medici. Quanto sia davvero di Brunelleschi, gli studiosi lo discutono ancora: c'è chi attribuisce il portico a Giuliano da Maiano.
Da non perdere
• Il portico.
• I dodici apostoli di Luca della Robbia.
• La cupoletta stellata.
Lo sapevi?
• Brunelleschi chiamò l'amico Luca della Robbia e non Donatello, con cui aveva avuto un conflitto per la decorazione della Sagrestia Vecchia.
• Il rigore della cappella è anche una polemica: Brunelleschi non voleva decorazioni troppo espressive, che a San Lorenzo gli sembravano invadere l'architettura.
Il portico ricorda un arco di trionfo romano, con sei colonne corinzie e un'arcata al centro. Sotto, la piccola cupola è rivestita di terracotta invetriata colorata, opera di Luca della Robbia, che fece anche il tondo di sant'Andrea sopra la porta.
Dentro, tutto si regge su una misura: venti braccia fiorentine, quasi dodici metri, che sono la larghezza della sala, l'altezza dei muri e il diametro della cupola. È un cubo immaginario sormontato da una semisfera, in pietra serena grigia su intonaco bianco. La luce piove dalla lanterna e dai dodici oculi della cupola, che richiamano i dodici apostoli.
Le decorazioni, di Luca della Robbia, restano al loro posto, senza rubare la scena all'architettura: dodici medaglioni in terracotta invetriata con gli apostoli sulle pareti e i quattro evangelisti nei pennacchi della cupola. Una panca di pietra serena corre tutt'intorno, perché i monaci potessero sedersi per le riunioni.
Niente pala d'altare: secondo Brunelleschi bastavano le vetrate, su disegno di Alesso Baldovinetti. Chi alza gli occhi sopra l'altare trova la cupoletta stellata, con il cielo di Firenze com'era la notte del 4 luglio 1442, la stessa data della Sagrestia Vecchia di San Lorenzo.
Il committente morì prima che fosse finita. L'architetto anche. Nel 1423 un incendio distrusse parte del convento e Andrea de' Pazzi si offrì di ricostruire la sala capitolare, in cambio di una tomba di famiglia sul retro. Nel 1443 papa Eugenio IV ci cenò, quando i muri arrivavano solo alla trabeazione.
Brunelleschi morì nel 1446, la cupola fu chiusa nel 1459 e il portico nel 1461. Nel 1478 i Pazzi furono annientati dopo la congiura contro i Medici. Quanto sia davvero di Brunelleschi, gli studiosi lo discutono ancora: c'è chi attribuisce il portico a Giuliano da Maiano.
Da non perdere
• Il portico.
• I dodici apostoli di Luca della Robbia.
• La cupoletta stellata.
Lo sapevi?
• Brunelleschi chiamò l'amico Luca della Robbia e non Donatello, con cui aveva avuto un conflitto per la decorazione della Sagrestia Vecchia.
• Il rigore della cappella è anche una polemica: Brunelleschi non voleva decorazioni troppo espressive, che a San Lorenzo gli sembravano invadere l'architettura.