Descrizione
La chiesa russa ortodossa della Natività sorge in via Leone X, a pochi isolati dalla Fortezza da Basso, a Firenze. Si riconosce da lontano per le cinque cupole a bulbo di ceramica colorata: un pezzo di Russia in un quartiere nato tra Otto e Novecento.
L'esterno è un trionfo di decorazioni: una base quadrata in mattoni e pietra, su cui si alza un secondo corpo coronato da archi ciechi, i kokosniki, e dalle cupole con croci dorate. Le maioliche floreali sono della manifattura Cantagalli di Firenze.
Sulla facciata brillano tre mosaici d'oro fatti a Venezia: la Madre di Dio sul frontone dell'ingresso, e i volti degli apostoli Pietro e Paolo ai lati. Il cancello di ferro battuto intorno ha aquile imperiali e il giglio fiorentino.
Come nelle chiese del nord della Russia, ha due piani: sopra la chiesa estiva, più fresca, sotto quella invernale, dedicata a San Nicola. Il passaggio dall'una all'altra, per tradizione, avviene durante la Settimana Santa.
L'interno è ricoperto di pitture, motivi floreali e arabeschi orientaleggianti, in un insieme caldo e colorato. Davanti all'altare, l'iconostasi in marmo bianco di Carrara e rosa di Verona, con le Porte Reali dorate e le icone del Salvatore e della Madonna.
All'ingresso, una porta di legno intagliata, alta tre metri, divisa in ventidue rilievi con episodi della storia sacra: la fece Rinaldi Barbetti tra il 1855 e il 1860 e la comprò il principe Anatolij Demidoff all'Esposizione Nazionale del 1861.
L'idea di costruire la chiesa venne nel 1873 alla granduchessa Marija Nikolaevna, figlia dello zar Nicola I. I russi di Firenze pregavano allora nella cappella dell'Ambasciata, in un locale in affitto sul lungarno Vespucci, e i soldi per una chiesa vera non bastavano mai.
Si arrivò al progetto «in stile moscovita» di Michail Preobrazenskij grazie alla «perseveranza e tenacità degni di ogni lode», come scrisse La Nazione, dell'arciprete Vladimir Levickij. I lavori cominciarono nel 1899.
La chiesa inferiore fu consacrata nel 1902 e quella superiore l'8 novembre 1903, davanti a un drappello di marinai russi. Il filmato della cerimonia fu proiettato in piazza Vittorio Emanuele, l'attuale piazza della Repubblica, e attirò la curiosità di tutta la città.
L'esterno è un trionfo di decorazioni: una base quadrata in mattoni e pietra, su cui si alza un secondo corpo coronato da archi ciechi, i kokosniki, e dalle cupole con croci dorate. Le maioliche floreali sono della manifattura Cantagalli di Firenze.
Sulla facciata brillano tre mosaici d'oro fatti a Venezia: la Madre di Dio sul frontone dell'ingresso, e i volti degli apostoli Pietro e Paolo ai lati. Il cancello di ferro battuto intorno ha aquile imperiali e il giglio fiorentino.
Come nelle chiese del nord della Russia, ha due piani: sopra la chiesa estiva, più fresca, sotto quella invernale, dedicata a San Nicola. Il passaggio dall'una all'altra, per tradizione, avviene durante la Settimana Santa.
L'interno è ricoperto di pitture, motivi floreali e arabeschi orientaleggianti, in un insieme caldo e colorato. Davanti all'altare, l'iconostasi in marmo bianco di Carrara e rosa di Verona, con le Porte Reali dorate e le icone del Salvatore e della Madonna.
All'ingresso, una porta di legno intagliata, alta tre metri, divisa in ventidue rilievi con episodi della storia sacra: la fece Rinaldi Barbetti tra il 1855 e il 1860 e la comprò il principe Anatolij Demidoff all'Esposizione Nazionale del 1861.
L'idea di costruire la chiesa venne nel 1873 alla granduchessa Marija Nikolaevna, figlia dello zar Nicola I. I russi di Firenze pregavano allora nella cappella dell'Ambasciata, in un locale in affitto sul lungarno Vespucci, e i soldi per una chiesa vera non bastavano mai.
Si arrivò al progetto «in stile moscovita» di Michail Preobrazenskij grazie alla «perseveranza e tenacità degni di ogni lode», come scrisse La Nazione, dell'arciprete Vladimir Levickij. I lavori cominciarono nel 1899.
La chiesa inferiore fu consacrata nel 1902 e quella superiore l'8 novembre 1903, davanti a un drappello di marinai russi. Il filmato della cerimonia fu proiettato in piazza Vittorio Emanuele, l'attuale piazza della Repubblica, e attirò la curiosità di tutta la città.