Descrizione
La Galleria dell'Accademia è il museo di Firenze dove si trova il David di Michelangelo: in via Ricasoli, accanto all'Accademia di belle arti, custodisce anche altre sei sculture dello stesso artista e una grande raccolta di dipinti a fondo oro.
Il museo è nato nel 1784 come galleria per gli studenti di belle arti, che qui copiavano i maestri. Il David arrivò molto più tardi, nel 1873, e oggi è il motivo per cui quasi tutti entrano.
Il percorso è pensato come un crescendo. Si passa dalla Galleria dei Prigioni, con i nudi maschili che Michelangelo scolpì per la tomba di papa Giulio II, e arriva alla Tribuna del David, dove la statua si vede da lontano, illuminata dall'alto da un lucernario.
Il David è alto 5,17 metri, compreso il basamento. Michelangelo scelse di mostrare il momento prima della battaglia: i muscoli sono a riposo ma pieni di forza, le sopracciglia aggrottate, lo sguardo fisso sul gigante Golia, un sasso stretto nella mano destra.
Da vicino si notano i dettagli: la vena che attraversa il collo, i tendini, le pupille forate per far giocare le ombre. La testa e le mani sono leggermente ingrandite, perché la statua era pensata per essere vista dal basso.
Il resto del museo racconta la pittura gotica fiorentina, con tavole a fondo oro, e la Gipsoteca Bartolini, dove i gessi dello scultore sono disposti come nel suo studio di borgo San Frediano.
Per quasi quarant'anni nessuno era riuscito a cavare niente dal grande blocco di marmo del Duomo, stretto, pieno di crepe e già rovinato da due scultori. I fiorentini lo chiamavano «il Gigante». Nel 1501 lo diedero a Michelangelo, che aveva poco più di venticinque anni.
Il David fu messo davanti a Palazzo Vecchio, come simbolo della Repubblica fiorentina vigile contro i nemici. Il viaggio dal cantiere durò quattro giorni, con più di quaranta uomini a trainarlo in una gabbia di legno.
Lì rimase quasi quattro secoli. Nel 1873, per proteggerlo, fu portato su rotaie fino all'Accademia, dove restò nove anni chiuso nella sua cassa, in attesa della sala costruita apposta.
Da non perdere
• La Tribuna del David.
• I Prigioni di Michelangelo.
• La Gipsoteca Bartolini.
Lo sapevi?
• Nel 1527, durante una rivolta, i mobili lanciati dalle finestre di Palazzo Vecchio ruppero il braccio sinistro del David in tre pezzi: lo salvarono due ragazzi, uno era il giovane Vasari.
• I Prigioni furono usati dai Medici come ornamento della grotta del Buontalenti nel giardino di Boboli, e arrivarono qui solo nel 1909.
• Nel 1991 un uomo colpì il piede sinistro con un martello.
Il museo è nato nel 1784 come galleria per gli studenti di belle arti, che qui copiavano i maestri. Il David arrivò molto più tardi, nel 1873, e oggi è il motivo per cui quasi tutti entrano.
Il percorso è pensato come un crescendo. Si passa dalla Galleria dei Prigioni, con i nudi maschili che Michelangelo scolpì per la tomba di papa Giulio II, e arriva alla Tribuna del David, dove la statua si vede da lontano, illuminata dall'alto da un lucernario.
Il David è alto 5,17 metri, compreso il basamento. Michelangelo scelse di mostrare il momento prima della battaglia: i muscoli sono a riposo ma pieni di forza, le sopracciglia aggrottate, lo sguardo fisso sul gigante Golia, un sasso stretto nella mano destra.
Da vicino si notano i dettagli: la vena che attraversa il collo, i tendini, le pupille forate per far giocare le ombre. La testa e le mani sono leggermente ingrandite, perché la statua era pensata per essere vista dal basso.
Il resto del museo racconta la pittura gotica fiorentina, con tavole a fondo oro, e la Gipsoteca Bartolini, dove i gessi dello scultore sono disposti come nel suo studio di borgo San Frediano.
Per quasi quarant'anni nessuno era riuscito a cavare niente dal grande blocco di marmo del Duomo, stretto, pieno di crepe e già rovinato da due scultori. I fiorentini lo chiamavano «il Gigante». Nel 1501 lo diedero a Michelangelo, che aveva poco più di venticinque anni.
Il David fu messo davanti a Palazzo Vecchio, come simbolo della Repubblica fiorentina vigile contro i nemici. Il viaggio dal cantiere durò quattro giorni, con più di quaranta uomini a trainarlo in una gabbia di legno.
Lì rimase quasi quattro secoli. Nel 1873, per proteggerlo, fu portato su rotaie fino all'Accademia, dove restò nove anni chiuso nella sua cassa, in attesa della sala costruita apposta.
Da non perdere
• La Tribuna del David.
• I Prigioni di Michelangelo.
• La Gipsoteca Bartolini.
Lo sapevi?
• Nel 1527, durante una rivolta, i mobili lanciati dalle finestre di Palazzo Vecchio ruppero il braccio sinistro del David in tre pezzi: lo salvarono due ragazzi, uno era il giovane Vasari.
• I Prigioni furono usati dai Medici come ornamento della grotta del Buontalenti nel giardino di Boboli, e arrivarono qui solo nel 1909.
• Nel 1991 un uomo colpì il piede sinistro con un martello.