Descrizione
Il Museo Ferragamo racconta la storia di una delle case di moda più famose d'Italia nel posto dove è nata: i sotterranei di Palazzo Spini Feroni, il palazzo medievale che si affaccia sul ponte Santa Trinita, in via Tornabuoni. È il museo dedicato a Salvatore Ferragamo, il «calzolaio delle stelle», e alle sue scarpe.
Non è un museo con una collezione fissa. Dal 2006 propone ogni anno una mostra a tema, che mette in relazione la moda con l'arte, l'architettura, il design o la società. Si pesca nell'archivio di famiglia, con oltre quindicimila modelli di scarpe, più disegni, fotografie e documenti.
Tra le cose più curiose ci sono le forme in legno dei piedi delle clienti famose: da Marilyn Monroe ad Audrey Hepburn, da Greta Garbo a Sophia Loren e Anna Magnani. Ferragamo cercava la calzata perfetta, e ogni piede aveva la sua forma, costruita su misura.
Chi ama le invenzioni guardi i sandali con la tomaia di rafia o cellofan, nati in tempo di guerra, e la zeppa di sughero, brevettata nel 1937, quando l'acciaio scarseggiava. Sono le trovate di chi non si accontentava mai.
Salvatore era l'undicesimo di quattordici figli, in un paesino dell'Irpinia, e fece le sue prime scarpe per le sorelle. Nel 1915 partì per l'America: in California seguiva da uditore le lezioni di anatomia, per capire come è fatto davvero un piede.
Nel 1927 tornò in Italia e scelse Firenze. Nel 1933 la sua azienda fallì, e lui ripartì subito con una nuova società. Dal 1938 la sede è Palazzo Spini Feroni, che comprò e trasformò nella casa madre delle sue scarpe: negli anni Cinquanta ci arrivavano dive e famiglie reali.
Il museo fu aperto nel 1995 dalla moglie Wanda, al secondo piano del palazzo. Nei sotterranei si vede anche l'antico pozzo della famiglia Spini, chiamato Pozzo di Beatrice, perché Dante avrebbe incontrato per la prima volta Beatrice proprio nei pressi del ponte.
Non è un museo con una collezione fissa. Dal 2006 propone ogni anno una mostra a tema, che mette in relazione la moda con l'arte, l'architettura, il design o la società. Si pesca nell'archivio di famiglia, con oltre quindicimila modelli di scarpe, più disegni, fotografie e documenti.
Tra le cose più curiose ci sono le forme in legno dei piedi delle clienti famose: da Marilyn Monroe ad Audrey Hepburn, da Greta Garbo a Sophia Loren e Anna Magnani. Ferragamo cercava la calzata perfetta, e ogni piede aveva la sua forma, costruita su misura.
Chi ama le invenzioni guardi i sandali con la tomaia di rafia o cellofan, nati in tempo di guerra, e la zeppa di sughero, brevettata nel 1937, quando l'acciaio scarseggiava. Sono le trovate di chi non si accontentava mai.
Salvatore era l'undicesimo di quattordici figli, in un paesino dell'Irpinia, e fece le sue prime scarpe per le sorelle. Nel 1915 partì per l'America: in California seguiva da uditore le lezioni di anatomia, per capire come è fatto davvero un piede.
Nel 1927 tornò in Italia e scelse Firenze. Nel 1933 la sua azienda fallì, e lui ripartì subito con una nuova società. Dal 1938 la sede è Palazzo Spini Feroni, che comprò e trasformò nella casa madre delle sue scarpe: negli anni Cinquanta ci arrivavano dive e famiglie reali.
Il museo fu aperto nel 1995 dalla moglie Wanda, al secondo piano del palazzo. Nei sotterranei si vede anche l'antico pozzo della famiglia Spini, chiamato Pozzo di Beatrice, perché Dante avrebbe incontrato per la prima volta Beatrice proprio nei pressi del ponte.