Descrizione
Il Museo Galileo è il museo della scienza di Firenze, in piazza dei Giudici, subito dietro gli Uffizi: nel Palazzo Castellani conserva una delle raccolte di strumenti scientifici più importanti al mondo, con i cannocchiali di Galileo e i pezzi delle collezioni dei Medici e dei Lorena.
Il percorso è in venti sale, per temi e in ordine cronologico, dal Rinascimento all'Ottocento. Si passa da astronomia e orologi a carte geografiche, navigazione, chimica, fisica e strumenti per insegnare la scienza.
Il pezzo più famoso sono i cannocchiali di Galileo. Nel marzo 1610, nel Sidereus Nuncius, lo scienziato annunciò le novità che il cannocchiale gli aveva mostrato nel cielo. Qui si vedono anche i suoi strumenti degli esperimenti: il compasso geometrico militare, il termoscopio, il piano inclinato e un primitivo microscopio.
Nella sala dei mappamondi c'è la grande sfera armillare in legno intagliato e dorato di Antonio Santucci, finita nel 1593 e usata per i calcoli astronomici. Un'altra sala è dedicata agli strumenti dell'Accademia del Cimento, che tra il 1657 e il 1667 faceva esperimenti su vuoto, suono e termodinamica.
Il museo racconta anche la scienza come spettacolo: macchine per le illusioni ottiche e giochi di lenti, che divertivano la corte granducale.
La storia comincia con i Medici. Cosimo I teneva gli strumenti nella Guardaroba di Palazzo Vecchio, Ferdinando I li spostò agli Uffizi, e nel Seicento arrivarono quelli dell'Accademia del Cimento. Poi la collezione crebbe con i Lorena.
Dopo l'Unità d'Italia fu smembrata e distribuita a vari istituti universitari, finché nel 1930 tornò insieme in Palazzo Castellani, che ai tempi di Dante era il Castello d'Altafronte, una fortezza della fine dell'XI secolo. Il museo ha preso il nome di Galileo nel 2010.
Prima di diventare un museo, dal 1574 al 1841 il palazzo ospitò i giudici di ruota, le cui insegne sono ancora murate vicino all'ingresso. Fuori, sul marciapiede della piazza, una grande meridiana del 2007 con uno gnomone di bronzo indica l'ora solare vera e la data.
Il percorso è in venti sale, per temi e in ordine cronologico, dal Rinascimento all'Ottocento. Si passa da astronomia e orologi a carte geografiche, navigazione, chimica, fisica e strumenti per insegnare la scienza.
Il pezzo più famoso sono i cannocchiali di Galileo. Nel marzo 1610, nel Sidereus Nuncius, lo scienziato annunciò le novità che il cannocchiale gli aveva mostrato nel cielo. Qui si vedono anche i suoi strumenti degli esperimenti: il compasso geometrico militare, il termoscopio, il piano inclinato e un primitivo microscopio.
Nella sala dei mappamondi c'è la grande sfera armillare in legno intagliato e dorato di Antonio Santucci, finita nel 1593 e usata per i calcoli astronomici. Un'altra sala è dedicata agli strumenti dell'Accademia del Cimento, che tra il 1657 e il 1667 faceva esperimenti su vuoto, suono e termodinamica.
Il museo racconta anche la scienza come spettacolo: macchine per le illusioni ottiche e giochi di lenti, che divertivano la corte granducale.
La storia comincia con i Medici. Cosimo I teneva gli strumenti nella Guardaroba di Palazzo Vecchio, Ferdinando I li spostò agli Uffizi, e nel Seicento arrivarono quelli dell'Accademia del Cimento. Poi la collezione crebbe con i Lorena.
Dopo l'Unità d'Italia fu smembrata e distribuita a vari istituti universitari, finché nel 1930 tornò insieme in Palazzo Castellani, che ai tempi di Dante era il Castello d'Altafronte, una fortezza della fine dell'XI secolo. Il museo ha preso il nome di Galileo nel 2010.
Prima di diventare un museo, dal 1574 al 1841 il palazzo ospitò i giudici di ruota, le cui insegne sono ancora murate vicino all'ingresso. Fuori, sul marciapiede della piazza, una grande meridiana del 2007 con uno gnomone di bronzo indica l'ora solare vera e la data.