Descrizione
Il Piazzale Michelangelo è la grande terrazza panoramica di Firenze, sulla collina a sud dell'Arno, nell'Oltrarno. È forse il punto di osservazione più celebre della città, riprodotto in innumerevoli cartoline: da qui Firenze si vede tutta, in un solo colpo d'occhio.
Il panorama abbraccia il cuore della città, dal Forte Belvedere a Santa Croce, passando per i lungarni e per i ponti in fila, soprattutto il Ponte Vecchio. Spiccano il Duomo, Palazzo Vecchio e il Bargello, e di fronte le colline con Fiesole e Settignano.
Al centro sta la copia in bronzo del David, con altre quattro copie intorno: le allegorie delle Cappelle Medicee di San Lorenzo. Gli originali sono tutti in marmo bianco e si conservano in città. Il monumento salì quassù il 25 giugno 1873, trainato da nove paia di buoi.
Sulla terrazza domina la loggia neoclassica, anch'essa dell'architetto Giuseppe Poggi: doveva ospitare un museo di Michelangelo, mai nato. Sul muro della balconata, sotto la loggia, un'epigrafe a caratteri cubitali ricorda l'architetto: «volgetevi attorno, ecco il suo monumento».
I lavori partirono nel 1869, quando Firenze era capitale d'Italia e si rifaceva il trucco: nuovi lungarni, viali al posto delle mura trecentesche e, sulla collina di San Miniato, il Viale dei Colli, otto chilometri di strada alberata. In cima, Poggi mise questa terrazza.
Non tutti applaudirono. Il giornalista Yorick, che ne raccontò la rapida costruzione, riferisce di fiorentini scontenti «per l'eccessiva spesa». Tra il 1890 e il 1935, poi, qui passava anche la tranvia del Chianti, diretta a San Casciano e a Greve.
Ci ha scherzato anche Leonardo Pieraccioni, in una canzone dedicata alla città: «Firenze l'è piccina... e vista dal piazzale, la pare una bambina, vestita a carnevale».
Ci si arriva in auto lungo il Viale Michelangelo, oppure a piedi dalle Rampe del Poggi, le scalinate monumentali che partono da piazza Poggi, a San Niccolò.
Il panorama abbraccia il cuore della città, dal Forte Belvedere a Santa Croce, passando per i lungarni e per i ponti in fila, soprattutto il Ponte Vecchio. Spiccano il Duomo, Palazzo Vecchio e il Bargello, e di fronte le colline con Fiesole e Settignano.
Al centro sta la copia in bronzo del David, con altre quattro copie intorno: le allegorie delle Cappelle Medicee di San Lorenzo. Gli originali sono tutti in marmo bianco e si conservano in città. Il monumento salì quassù il 25 giugno 1873, trainato da nove paia di buoi.
Sulla terrazza domina la loggia neoclassica, anch'essa dell'architetto Giuseppe Poggi: doveva ospitare un museo di Michelangelo, mai nato. Sul muro della balconata, sotto la loggia, un'epigrafe a caratteri cubitali ricorda l'architetto: «volgetevi attorno, ecco il suo monumento».
I lavori partirono nel 1869, quando Firenze era capitale d'Italia e si rifaceva il trucco: nuovi lungarni, viali al posto delle mura trecentesche e, sulla collina di San Miniato, il Viale dei Colli, otto chilometri di strada alberata. In cima, Poggi mise questa terrazza.
Non tutti applaudirono. Il giornalista Yorick, che ne raccontò la rapida costruzione, riferisce di fiorentini scontenti «per l'eccessiva spesa». Tra il 1890 e il 1935, poi, qui passava anche la tranvia del Chianti, diretta a San Casciano e a Greve.
Ci ha scherzato anche Leonardo Pieraccioni, in una canzone dedicata alla città: «Firenze l'è piccina... e vista dal piazzale, la pare una bambina, vestita a carnevale».
Ci si arriva in auto lungo il Viale Michelangelo, oppure a piedi dalle Rampe del Poggi, le scalinate monumentali che partono da piazza Poggi, a San Niccolò.